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Pulite, efficienti e robotizzate, le nuove linee per il programma LEAP a Pomigliano e Bielsko stupiscono e sono pronte all’impatto con la sensazionale domanda dal mercato.

luglio 2017

L’ultimo salone di Le Bourget ha visto un sensazionale successo commerciale di CFM, qualcosa che ha addirittura superato le aspettative per la joint venture tra GE Aviation e Safran: 1658 motori LEAP e CFM56 (per un impressionante valore totale di 27.3 miliardi di dollari) ordinati solo durante la settimana parigina, portando a raddoppiare il monte ordini totale che per il 2017 è arrivato dunque a 2850 motori.

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Se per la coppia di motori, dunque, si parla di un aumento della produzione pari a circa 800 unità tra il 2018 e il 2010, per il LEAP - che motorizza i nuovissimi aeroplani di Airbus (famiglia A320 neo con la versione -1A e il COMAC C919 con -1C)  e in esclusiva assoluta di Boeing (con i 737MAX che usano la versione -1B) - si tratta di un ulteriore forte sforzo produttivo. Volumi con cui Avio Aero ha ormai una certa confidenza, essendo responsabile per la produzione della camera di combustione e di diverse componenti della turbina di bassa pressione di questo motore dei record. Si prevede allora che entro il 2020 debbano essere realizzati e consegnati ai clienti airframer, e quindi alle compagnie aeree di tantissimi paesi, circa 2100 motori, cominciando con 1200 già nel 2018. 

Possiamo dire che le nostre fabbriche non  si sono fatte trovare impreparate, anzi la storia di questa collaborazione polacco-partenopea (così intendiamo i nostri centri di eccellenza per la produzione di pale turbina a Bielsko Biala e Pomigliano) comincia intorno al 2013. In quell’anno alcuni esperti ingegneri di produzione della sede di Pomigliano, del CoE Airfoils, hanno lavorato per periodi abbastanza lunghi nella fabbrica di Bielsko. Fianco a fianco con ingegneri e tecnici polacchi: un connubio che esiste da tempo, considerando la specialità produttiva di questi due siti, e il necessario usuale scambio di pratiche e know-how.

“Fu durante quel periodo che contammo sui colleghi di Pomigliano per la loro esperienza nel programma CFM56, che è di fatto il predecessore del LEAP, e lavorammo duro per progettare e realizzare linee innovative per la produzione delle pale statoriche dedicate al programma LEAP” dice Wojciech Korczyk, Senior Manufacturing Engineer a Bielsko Biala. Ad Avio Aero compete infatti la realizzazione delle pale statoriche del motore LEAP (in tutte le sue versioni) per gli stadi 3, 4 e 5. Così a Bielsko Biala vennero avviate linee dedicate al nuovissimo programma che eseguono lavorazioni EDM (electro discharge machining, un processo di elettroerosione con macchine altamente avanzate) oltre alla rettifica e misura (anche detto Coordinate-measuring machine CMM).

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Sono otto le moderne linee attualmente operative per le pale del  LEAP a Bielsko, altre  due sono in installazione: riescono a soddisfare la domanda per 11 motori a settimana e a raggiungere persino picchi di 13 motori, che vuol dire mille parti alla settimana (per l’aviazione sono numeri seriamente rilevanti). “ Non smettiamo mai di migliorare il processo applicando e condividendo con Pomigliano le pratiche o gli strumenti del LEAN manufacturing” commenta Michał Warda, che lavora in team con Wojciech come ingegnere di produzione. “È  un aspetto da tenere in grande considerazione per questo programma, in vista dell’impennata dei volumi avvenuta, e di tutto ciò che potrebbe ancora avvenire. Dobbiamo giocare d’anticipo”, detto fatto. Queste linee dunque permettono una serie di benefici che si ripercuotono chiaramente sulle performance di produzione: 3 macchine per lavorazioni che prima erano gestite da 6 macchine, riducendo quindi costi e spazi occupati in fabbrica. E non solo riduzioni, ma incremento della professionalità: un operatore che lavora all’interno delle nuove celle LEAP  è più formato e capace di gestire più operazioni sulla stessa macchina con una moderna interfaccia. “Pensate che inizialmente calcolavamo in mesi il tempo di attraversamento macchine di alcune parti, oggi lo misuriamo in giorni” commenta orgoglioso Wojciech.

Le nuove linee del LEAP sono incredibili: in poco spazio gestiscono molte operazioni, assomigliano a macchinari medicali per pulizia e luminosità, sono eco-friendly. E hanno un elevato livello di automazione: in Polonia sono attualmente 4 le linee affiancate da robot che, su comando dell’operatore, caricano e scaricano le parti in coda per le diverse lavorazioni e i controlli che il prodotto segue lungo il suo processo di completamento. Addirittura sulle macchine EDM esiste un sistema automatizzato che permette alla macchina di segnalare e gestire i vari strumenti di lavoro per correzioni, sostituzioni post usura o cambi.  E presentano ancora un altro vantaggio in termini di spazio, e soprattutto di calore generato: un sistema di raffreddamento e filtraggio (per l’autopulizia delle macchine) che invece di essere tradizionalmente installato su ogni macchina, risiede all’esterno alla fabbrica. Una parete subito attaccata al perimetro dell’edificio, dove un grande impianto di raffreddamento provvede a tutte le celle.

 

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E Pomigliano funziona come hub di supporto per l’intensa domanda de clienti: attualmente, il 15% circa di tutta la produzione delle pale statoriche viene prodotto in Campania, per garantire la massima affidabilità delle consegne. “Dall’anno scorso abbiamo investito circa 6 milioni di euro e oggi abbiamo due linee pronte e funzionanti, una terza verrà completata a marzo del prossimo anno” dice Nicola Trey, Manufacturing Specialist del CoE Airfoils a Pomigliano. “Abbiamo una lunga tradizione collaborativa con Bielsko, e ovviamente ancora ogni settimana abbiamo incontri da remoto e avanzamenti. Continuiamo a prepararci per affrontare volumi che potranno decisamente far crescere la nostra percentuale di supporto come second source per il cliente che deve ricevere il motore LEAP con puntualità. Attualmente infatti la nostra produzione riguarda il 4° e 5° stadio della LPT per le versioni -1A e -1C, entro la fine dell’anno saremo pronti per il 3° stadio della  versione -1B”.

Cresce il valore degli ordini, cresce l’impegno produttivo senza precedenti per un programma civile: “ci sentiamo abbastanza bene di fronte a questi volumi, all’aggiunta di lavoro. Fa parte del gioco e siamo pronti a giocare” dichiarava qualche settimana fa David Joyce, CEO di GE Aviation, da Le Bourget. Possiamo serenamente dire che abbiamo incontrato ingegneri, logistici, tecnici, programmatori e operatori polacchi e italiani pronti a scendere in campo. Già riscaldati.

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AUTHOR

Yari Bovalino