A me gli occhi

Occhiali intelligenti sperimentati all'interno dell'area Service di Avio Aero aprono a un nuovo capitolo della digitalizzazione industriale.

agosto 2017

Ci muoviamo verso un futuro sempre più adiacente alla fantascienza, o meglio a quello che abbiamo sempre immaginato come l’evoluzione dell’uomo accompagnata da macchine e intelligenza artificiale. Tale progresso, specie in ambito industriale, sta passando attraverso una serie strumenti digitali o cibernetici che assistono ad esempio un lavoro particolarmente delicato e specialistico come la revisione di motori aerei o di componenti degli stessi.

Come ogni lavoro delicato e di precisione – considerando l’elevato numero di operazioni che compongono il ciclo di revisione su un singolo componente aeronautico – anche la revisione e la riparazione seguono una serie di istruzioni e un ordine di lavorazione da rispettare diligentemente.

In Avio Aero, partendo da due aree definite e delimitate dell’officina MRO (Maintenance, Repair and Overhaul) a Brindisi, si è avviato un progetto pilota per l’utilizzo di occhiali intelligenti: si tratta degli HoloLens di Microsoft©, dotati di un software interno sviluppato ad hoc dal team IT, che assiste gli operatori nell’esecuzione delle attività di revisione di moduli aeronautici e che potrà essere ulteriormente sviluppato per supportare la revisione di interi motori. 

“Gli operatori che eseguono manutenzione e revisione sui motori militari qui a Brindisi, adoperano istruzioni di lavoro disponibili su formato cartaceo o pdf. Tramite questi documenti viene garantita la corretta sequenza delle operazioni da eseguire sul componente o sul motore” spiega Matteo Nestola, Digital MRO Support a Brindisi.

 

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Matteo, che ha una preparazione accademica in Fisica, lavora al progetto pilota insieme a un team interfunzionale composto da esperti di IT, tecnici operatori dell’officina e program manager: “gli occhiali HoloLens danno la possibilità all’operatore di visualizzare quei documenti in qualsiasi momento mentre è al lavoro sul pezzo che sta revisionando, con precisione e affidabilità”. Da giovane tecnico, seppur non essendo un nativo digitale, Matteo riesce a riconosce da subito l’enorme potenziale di questa applicazione e ne studia i benefici in prospettiva.

L’operatore, oggi, ha a disposizione documenti, stampati o residenti su un pc posizionato in prossimità dell’aerea di lavoro, che devono essere consultati più volte durante l’esecuzione delle attività. 

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Gli HoloLens, invece, si posizionano sulla testa, a mo’ di aureola, e con semplici gesti delle mani portano a disposizione dell’operatore, immediatamente e con facilità, le necessarie istruzioni di lavoro e molte altre risorse utili a perfezionare e migliorare le mansioni: informazioni, istruzioni dettagliate e progressive, modelli di immagine esemplificativi e video tutorial.

“Esiste senz’altro un grande potenziale di riduzione dei tempi di assimilazione in fase di training e dei tempi di esecuzione, che possono essere nettamente snelliti, grazie al miglioramento degli strumenti di supporto e dell’ergonomia per i nostri tecnici. Il tutto a favore di una maggiore efficienza e produttività” commenta Roberto Bianco, leader del CoE MRO di Brindisi. Nella nostra officina revisioniamo oltre 70 tipi di moduli di motori aeronautici e il nostro obiettivo, con lo sviluppo di questa tecnologia, è di consentire oltre alla riduzione dei tempi anche significativi miglioramenti della qualità. Si può pensare a un’integrazione nel cloud industriale per la gestione e tracciabilità di strumenti di misura e avanzamento attività.”

Tecnicamente questi occhiali una volta indossati, sopra quelli di sicurezza in uso negli stabilimenti GE, sono in grado di arricchire la realtà che circonda l’operatore con finestre virtuali contenenti i dati e le risorse elencate precedentemente, fondamentali per supportare un lavoro di alta precisione.

L’utente può decidere dove posizionare i contenuti multimediali nell’ambiente virtuale che lo circonda (si chiama persistenza spaziale in gergo informatico) arricchendo e personalizzando il suo ambiente di lavoro con contenuti aggiuntivi, massimizzando l’ergonomia e riducendo gli spostamenti necessari.

Osvaldo Santovito è Team leader nell’area MRO di Brindisi, da 36 anni in Avio Aero e da 26 specializzato a smontare, manutenere e rimontare i motori militari che hanno fatto, e stanno facendo, la storia dell’aeronautica. “Mio figlio è un perito informatico dell’arma dei Carabinieri, detesta l’accumulo di carta” dice Osvaldo, “questo progetto pilota lo riterrebbe assolutamente positivo”. Osvaldo è un punto di riferimento per il team, e per i 3 colleghi più giovani con cui porta avanti in prima persona l’adozione degli speciali occhiali, nonostante la sua poca dimestichezza informatica.

“Per i miei colleghi è stato sicuramente più rapido adattarsi e cimentarsi con la novità digitale, io appartengo a una generazione che ha bisogno di tempo per assimilare certe innovazioni. Ma riconosco che lo strumento è sorprendente per i vantaggi che porta: al di là di limitare errori di distrazione o perdita di informazioni cartacee, permette, ai più giovani specialmente, di imparare meglio e più velocemente le fasi di lavoro. Aumenta la loro capacità di gestire l’elevata complessità del nostro lavoro, l’autonomia e di conseguenza le performance”.

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Il progetto pilota interessa nella prima fase due moduli motore abitualmente revisionati nell’officina: la pompa olio combinata del turbojet EJ200 e lo statore della turbina di bassa pressione dell’RB199. Motori che conosciamo molto bene, ma la novità è il mezzo con cui si provvede alla loro manutenzione o revisione.

Gli obiettivi dichiarati del progetto sono quelli di migliorare decisamente il controllo delle singole operazioni MRO (maintenance, repair and overhaul), di diminuire i tempi di training e di migliorare l’esperienza di utilizzo delle istruzioni tecniche, con conseguenti benefici in termini di performance.

La prospettiva è ancor più allettante, o eventualmente, fantascientifica: Matteo e tutto il team al lavoro sul progetto elenca una serie sbalorditiva di scenari di evoluzione futuri derivanti dall’implementazione e ottimizzazione di questo strumento. “Gli occhiali possiedono anche una telecamera integrata. Questa permette di implementare il riconoscimento dei tool e il salvataggio delle informazioni relative al loro utilizzo e, all’occorrenza, può registrare l’esecuzione di un lavoro (ad esempio con lo scopo di un’indagine tecnica). Sarà pertanto possibile immagazzinare informazioni e conoscenze a beneficio di colleghi o altri gruppi di lavoro”. 

Per adesso, la sperimentazione pilota riguarda il service MRO militare in Avio Aero Brindisi e a seguire l’area “sorella” di CRO (Component repair and overhaul) a Pomigliano. Ben inglobandosi nel concetto di offerta servizi digitali per flotte e motori aerei che GE Aviation ha già lanciato da tempo attraverso True Choice (reduce da un grande successo commerciale all’ultimo air show di Parigi), e con i centri sparsi per il mondo connessi al cloud industriale di Predix. 

Chissà, forse un giorno potremmo scoprire l’operatore “bionico” in grado di lavorare con la massima efficacia ed efficienza su macchine e prodotti grazie a strumenti cibernetici. Sperando fortemente di essere ancora qui per raccontarvelo.

AUTHOR

Yari Bovalino