Macchine laser all'università

Il nuovo laboratorio nato tra Avio Aero e il Politecnico di Torino è dedicato all’ottimizzazione e sviluppo della tecnologia industriale del futuro.

settembre 2017

Non è difficile raggiungere il Turin Additive Lab. Basta arrivare al Politecnico di Torino, accanto alle Officine Grandi Riparazioni (OGR), e troverete il  luogo  in cui nascono i componenti aeronautici del futuro. L’ingresso è quello del Campus del Politecnico, proprio accanto al primo laboratorio nato nel 2008 dalla partnership tra Avio Aero e Politecnico di Torino e dedicato allo sviluppo di tecnologie ecocompatibili per motori aeronautici civili di nuova generazione, il Great Lab.

Il TAL è però qualcosa di diverso, progettazione e sperimentazione insieme per l’innovazione. Il laboratorio ha iniziato la sua attività nel maggio 2017, al suo interno ci sono delle macchine che usano tecnologia additive, dedicate alla stampa metallica in 3D. Si tratta di 3 macchine DMLM (Direct Metal Laser Melting) e una nuovissima macchina M2 di  Concept Laser, che a breve saranno affiancate da un'altra macchina della società di GE Additive specializzata nel DMLM. Avio Aero e il Politecnico di Torino hanno deciso di aprire questo nuovo centro di ricerca dedicato all’additive manufacturing, con lo scopo di sfruttare le competenze industriali e ingegneristiche interne al business coniugandole con le competenze nell’ambito della ricerca sui materiali e sulle tecnologie additive del Politecnico.

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Un modello di collaborazione università-industria, all’avanguardia, poiché incentrato su una delle tecnologie più rivoluzionarie attualmente presenti sulla scena produttiva industriale. Anche, però, un tipo di collaborazione in continuità con la strategia di Avio Aero: condividere il proprio percorso di crescita tecnologica con i giovani talenti dei migliori atenei ingegneristici italiani ed europei.

Quali sono gli obiettivi di questo laboratorio? Al Turin Additive Lab si studiano le migliori soluzioni tecnologiche per produrre componenti aeronautici per i motori del futuro, sempre più leggeri e performanti. Questo avviene anche attraverso la realizzazione di prototipi per i principali progetti di ricerca europei, come ad esempio il Racer, che appartiene alla piattaforma Clean Sky 2 e che è stato recentemente presentato da Airbus al Salone di Le Bourget

Soluzioni tecnologiche che passano necessariamente dall’introduzione del design for additive. “La progettazione per produzione additive è centrale in un processo che permette la realizzazione di geometrie molto complesse e consente quindi di rivoluzionare il prodotto. Si ottimizza peso e prestazioni del prodotto e nel contempo lo si semplifica, ripensando le funzioni dei componenti e riducendone persino il numero. Insomma non si tratta di produrre in additive ciò che si può fare con le tecnologie convenzionali, ma di cambiare il modo in cui si progetta per poter raccogliere tutti i benefici della nuova tecnologia” spiega Claudia Schipani, Additive‎ Design and Tech Subsection Manager al TAL.

E proprio questo è il caso degli studi che interessano un importantissimo motore del futuro, l’ ATP (Advanced TurboProp, da Marzo 2018 ufficialmente presentato con il nome GE Catalyst). Il TAL, infatti, lavorerà all’ottimizzazione di alcuni componenti dell’ATP, ed il primo tra questi è il combustore con l’obiettivo di ottenere un modulo realizzato totalmente in tecnologia additive: una sfida importante per gli ingegneri di Avio Aero che stanno progettando questo modulo fondamentale sia per il TAL che per la nuova tecnologia.