I Laureati

Studenti, professori e ingegneri Avio Aero protagonisti dei nuovi corsi accademici progettati e attivati tra azienda e Università: tra soft skills, mestieri del futuro e tecnologie rivoluzionarie.

marzo 2019

In un mondo in continuo cambiamento, in cui i mestieri di oggi non sono quelli di domani, la parola chiave è anticipare. Le necessità, i nuovi processi, le nuove tecnologie; ma soprattutto è fondamentale anticipare la trasmissione di questo know-how a chi domani affronterà le sfide del futuro: gli studenti.

Questa è la missione che muove la sempre più intensa attività di Avio Aero nella formazione e che negli ultimi anni si è evoluta in diversi nuovi corsi di laurea realizzati in collaborazione con le principali università italiane.

Assieme all’Università del Salento e all’Università Federico II di Napoli è stato attivato il corso magistrale Manufacturing Engineer Advanced Program (MEAP), mentre al Politecnico di Torino sono attivi i master di II livello in Additive Manufacturing e Manufacturing 4.0, oltre all’orientamento in Additive Manufacturing all’interno di Ingegneria Meccanica.

Professor Anglani with Margherita Carbone

Una nuova offerta formativa che guarda alle professioni del futuro in campo ingegneristico che vede da parte di Avio Aero l’attivazione annuale di circa 100 internship curriculari-extracurriculari e che, proprio nell’ultimo anno, sta celebrando i primi laureati (alla data odierna 26 in totale).

Un nuovo sistema didattico che funga sempre più da ponte tra università e azienda è un obiettivo conclamato per il mercato del lavoro: meno solitamente, invece, accade che queste due dimensioni siano un unicum fin dall’inizio del percorso universitario di uno studente. Alfredo Anglani è Presidente del Consiglio di Ingegneria - Area Industriale Meccanica, Gestionale, Materiali e Aerospaziale dell’ Università del Salento e, raccontando del corso di Advanced Manufacturing, sottolinea che “l’azione migliorativa messa in atto in questo corso di laurea - e distintiva rispetto alle altre iniziative di paternariato - è che la progettazione del percorso formativo è concordata con gli ingegneri Avio Aero, insieme ai quali vengono definiti moduli e  programmi didattici”.

Questo sistema innovativo è caratterizzato da un accelerato avvicinamento alla realtà aziendale che quindi approccia sia tematiche “hard”, sia tutta quella sfera di capacità definite “soft skills”. 

Professor-Antonio-Langella-with-Gaetano-De-Chiaro-from-Avio-Aero-Pomigliano

“Gli studenti hanno forte interesse verso argomenti di carattere non squisitamente accademico” afferma Gaetano De Chiara, Ingegnere Avio Aero e docente nel seminario dedicato alle soft skills all’ Università di Napoli Federico II “tematiche come per esempio il Problem Solving, sfidano lo studente, forgiato da anni di studi superiori e accademici sui granitici programmi ministeriali, a espandere il proprio pensiero critico stimolandolo a cambiare il suo punto di vista nell’approccio a situazioni problematiche”.

A testimoniare quanto sia apprezzato l’approfondimento delle skills trasversali è Margherita Carbone, tra i primi laureati del nuovo corso di laurea MEAP all’Università del Salento “Questo corso mi ha permesso di acquisire competenze tecniche trasversali in tutti gli ambiti del manifatturiero avanzato, non solo in quello aeronautico. Soprattutto durante la fase del tirocinio in azienda, ho potuto acquisire e consolidare, gran parte delle cosiddette soft skills così indispensabili oggi per fronteggiare il mondo del lavoro.”

David Joyce, Vicepresidente di General Electric e Presidente e CEO di GE Aviation ha definito “l’Additive Manufacturing il Netflix dei processi industriali” riferendosi alla natura rivoluzionaria di questa tecnologia per cui Avio Aero è considerata un pioniere in Europa.

Margherita-Carbone-graduated-at-Universita del-Salento-soon-she-will-start-in-Avio-Aero

"Grazie al corso ho potuto acquisire e consolidare gran parte delle cosiddette soft skills, così indispensabili oggi per fronteggiare il mondo del lavoro"

Giovanni Rizza, ex studente dell’orientamento in Additive Manufacturing del corso di Ingegneria Meccanica, oggi assegnista di ricerca del Politecnico di Torino, ritiene che questo percorso formativo possa dare una marcia in più rispetto ad altri corsi che “sfociano” in mestieri corrispondenti: “il ruolo di ingegnere di produzione, può essere ricoperto da più corsi ingegneristici. Nel caso in cui però l’azienda possieda delle macchine per la fabbricazione additive (e sono sempre di più queste aziende) ovviamente sceglierà un ingegnere che già conosca i processi, i materiali e le tecniche di progettazione adottate nella fabbricazione additiva.”

A confermare le potenzialità dei giovani che intraprendono questo pionieristico percorso di studi è Paolo Calza, Manager Avio Aero che ha anche guidato gli studenti durante la loro visita presso il Turin Additive Lab: “Questa nuova tecnologia è estremamente disruptive come dicono i colleghi americani: cioè, rompe completamente gli schemi utilizzati fino ad ora. Ed è per questo che i giovani di oggi, privi di preconcetti e pieni di energia, rappresentano il futuro dell’Additive Manufacturing”.

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Il Master è attualmente attivo presso i Politecnici di Torino e Bari e vede il contributo di un ampio partenariato industriale, nato proprio per rispondere all’evoluzione delle tecnologie all’interno delle aziende. Infatti, il processo di digitalizzazione che stiamo vivendo e che sta investendo il mercato del lavoro è uno dei temi di cui le Università di oggi devono tenere conto. E quindi, come si sta muovendo l’Università per fronteggiare questo cambiamento?

Antonio Langella, Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica per la Progettazione e la Produzione dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è tra docenti che sono impegnati in questa sfida. “Sulla base dell’esperienza avuta con Avio Aero, negli ultimi due anni sono stati considerati nuovi percorsi di specializzazione oltre a quello di Advanced Manufacturing come: Advanced Mechanical Design, Progettazione di veicoli stradali, Processi Tecnologici e Meccatronica”. 

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"Ritengo che il percorso formativo in Additive Manufacturing possa dare una marcia in più rispetto agli altri laureati in ingegneria"

Anche il Politecnico di Torino ha un costante sguardo orientato verso il futuro anzi, come spiega il coordinatore del Master in Additive Manufacturing, Prof. Luca Iuliano: “questo Master è in grado di individuare i nuovi trend dell’innovazione e di introdurli sia nei percorsi formativi, sia nelle attività di ricerca. Il motivo è legato all’effervescente attività di ricerca in atto nell’ateneo anche grazie all’attivazione dei Centri Interdipartimentali e delle Piattaforme di Ricerca. Forte delle competenze multidisciplinari dei propri ricercatori e delle collaborazioni con le aziende leader dei vari settori industriali presenti a livello regionale, nazionale e internazionale.”

Dal lato azienda, invece, “la crescita professionale degli studenti è una responsabilità” sostiene Matteo Rizzo, Ingegnere Avio Aero e tutor nel percorso MEAP di Brindisi “investire nella formazione, integrando la realtà industriale con i percorsi universitari porta un notevole impulso, sia alla crescita dei giovani ingegneri sia, di conseguenza, alla capacità di supportare l’enorme crescita che il comparto Aerospaziale sta affrontando in questi anni; creando così risorse sempre più pronte alle nuove sfide tecnologiche e industriali.”

Matteo-Rizzo-second-from-the-right-with-the-team-supporting-Margherita-Carbone-graduation-thesis

Ma com’è considerato questo nuovo pianeta didattico da chi lo sceglie? “Entusiasmante!” sostiene Gianluigi Sollo, ex studente del percorso in Advanced Manufacturing dell’Università Federico II di Napoli e ora parte dell’Operations Management Leadership Program in Avio Aero. “Ho avuto la possibilità  di  prender  parte  a  progetti innovativi ed avere responsabilità e possibilità che non tutti ti concedono. Avio Aero ha voluto e continua a investire su di me permettendomi di crescere, come ingegnere e come persona, in un modo che è raro trovare altrove.”

Un’altra sfida altrettanto importante per Avio Aero, e in parte anche legata alla formazione, è la carenza di figure femminili nelle professioni tecnico scientifiche (STEM, Science Technology Engineering Mathematics). “La nostra azienda conta 4000 dipendenti ma solo 350 donne” ha dichiarato al proposito Barbara Preti, HR Leader di Avio Aero, che per questo motivo si è impegnata in prima persona nell’associazione di imprese volta a promuovere le professioni STEM tra le giovani studentesse, Donna Professione STEM.

Gianluigi-Sollo-graduated-at-Naples-University-now-working-at-Avio-Aero

"Avio Aero ha voluto e continua a investire su di me permettendomi di crescere, come ingegnere e come persona"

“Come per qualunque mestiere, la partecipazione di entrambi i generi è da considerarsi un valore aggiunto, rispetto alla partecipazione di un solo genere” afferma Margherita Carbone. Le donne che andranno a operare in ambito ingegneristico, saranno una forza trainante perché avranno, senza dubbio, il merito di portare il loro senso pratico e la loro tenacia, qualità utilissime per un ingegnere.”