Molto più di una gara STEM

A Roma si sono ritrovati i giovani talenti femminili della Computer Science per partecipare all’hackathon organizzato e condotto dagli esperti digitali Avio Aero insieme al CTNA.

settembre 2019

“Talenti, innovazione tecnologica e cambiamento sono tra i punti cardine della nostra cultura aziendale: il successo di una organizzazione passa attraverso la capacità di non omologarsi, avere ricchezza di competenze ma anche diversità di pensiero”. Così Francesco Del Greco, Chief Information Officer di Avio Aero, ha molto ben sintetizzato le ragioni per le quali Avio Aero ha scelto di non mancare a quello che è stato uno dei più importanti eventi sulla diversity del 2019.

Quest’anno, infatti, sono stati il Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica, Gestionale e il Dipartimento di Informatica  dell’Università “Sapienza” di Roma ad aggiudicarsi la possibilità di organizzare, in Italia, la sesta edizione europea di Women Encourage. La città di Roma ha ospitato l’iniziativa, ideata dall’Association for Computing Machinery's Council on Women in Computing (ACM), dal 16 al 18 settembre nella magnificente cornice del Museo MAXXI

La Association for Computing Machinery, è un’associazione di portata mondiale, nata grazie al supporto dei giganti delle digital company (Oracle, Microsoft, Google e Two Sigma) e che è da sempre impegnata a incoraggiare, promuovere e premiare il coinvolgimento dei talenti femminili di Computer Science, alta tecnologia e robotica nel mondo aziendale, ma anche accademico e della ricerca. Un’associazione che lavora in chiave globale, agendo localmente.

From the left Fiorella Coliolo -DTA, Lucia Ippolito, Francesco DelGreco, Giulia Aschero-AvioAero

"Talenti, innovazione tecnologica e cambiamento sono tra i punti cardine della nostra cultura aziendale: il successo di una organizzazione passa attraverso la diversità di pensiero"

Il concorso, e l’evento, WomENcourage 2019 tenutosi a Roma, consisteva nel raccogliere idee per soluzioni avanzate di natura hi-tech in relazione a tematiche con forte impatto sulla vita sociale, lavorativa, e finanche sull’ambiente. I partecipanti dunque, hanno da principio lavorato sulla ricerca e applicazione delle loro idee attraverso rappresentazioni visive, workshop, e confronti tecnici affiancati anche da testimonianze e conferenze di esperti. In seguito, hanno lavorato agli algoritmi, alla programmazione e alla realizzazione tecnica di quelle idee. 

“Diversity Drives Societal Change” è stato l’assunto da cui si è mosso il dibattito, nella convinzione che le materie STEM e, più nello specifico, la Computer Science sia una scelta di carriera ideale per le donne che vogliono avere un impatto sul mondo del futuro. Non c’è più alcun dubbio sul fatto che la rivoluzione tecnologica e digitale rappresenti un’opportunità per le donne: da qui ha origine l’unione d’intenti finalizzata ad aiutare le più giovani ad essere parte di un cambiamento culturale che possa abbattere i numerosi stereotipi che hanno contribuito, tra le altre cose, a bloccare l’iscrizione delle donne alle facoltà coinvolte nella rivoluzione digitale, come Informatica e le diverse Ingegnerie dell’Informazione.

“La Computer Science ha cambiato il modo di interagire e lavorare: più che una rivoluzione tecnologica, è stata una trasformazione culturale”, conferma Paola Velardi, professore ordinario presso il Dipartimento di Informatica dell'Università La Sapienza di Roma che ha partecipato e lavorato all’organizzazione della tre giorni. “Ma le donne attive in queste discipline, sono ancora poche: è questo che ci spinge a promuovere questo genere di attività e confronti”.

Dunque - ispirati e accolti presso la premiata opera architettonica di una donna che ha saputo lasciare il segno come Zaha Hadid - al MAXXI tantissime studentesse (ma anche studenti, in un clima di formidabile diversity) hanno partecipato alle 3 giornate di lavoro scientifico, formazione, informazione, confronto e networking che hanno di fatto proposto numerose attività: hackathon, career fair, keynote speakers di altissimo livello, workshops, panel e interventi di “role models”.

A moment of the Hackathon challenge at the MAXXI-Museum in Rome

Ed è proprio sull’hackathon che si è concentrato l’impegno di Avio Aero, in collaborazione con il Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio (CTNA), all’interno del WomEncourage 2019. L’hackathon è una tipologia di evento tipica del settore digitale-informatico e prevede che i partecipanti si dividano in gruppi e producano progetti concreti (ovvero basati su dati e dimostrazione scientifica) con finalità lavorative, didattiche, sociali. Da qui la presenza del CIO di Avio Aero insieme a diversi professionisti del suo Digital Team che hanno illustrato i requisiti del progetto in concorso e supervisionato i partecipanti a Roma.

“Abbiamo affidato ai gruppi di giovani un progetto per lo Smart Working”, spiega Giulia Aschero, professionista di IT e Agile Transformation in Avio Aero. “La loro missione era quella di trovare l’amalgama perfetta, e quindi una soluzione tecnica, digitale, per bilanciare al meglio lavoro e vita privata. Nella fattispecie, è stato loro richiesto di affrontare e risolvere i vari quesiti tecnologici che si presentano nel momento in cui le aziende implementano lo smart-working, da qui proprio il titolo dato all’hackathon organizzato con CTNA: Work life balance & Smart Working - brilliant ideas and new tools for the aerospace industrial sector”. 

Un progetto che ha entusiasmato le giovani laureate in discipline STEM, che si sono confrontate in un ambiente multiculturale cercando la soluzione che integrasse al meglio lavoro e vita privata. I vincitori alla fine sono stati i fautori del progetto chiamato “Work to live, not live to work”, e hanno riassunto la loro idea così: “considerando che per lo smart-working serve flessibilità da un lato e fiducia dall’altro, abbiamo pensato di combinare il monitoraggio con i goal personali dei lavoratori, adottando soluzioni digitali rapide ed economiche.”

Infine, l’hackathon ha permesso di perseguire due obiettivi: superare le barriere culturali che identificano la scelta dello smart-working come limitativa dello sviluppo di carriera, da un lato, raggiungere una maggiore crescita fino ai livelli apicali delle donne, dall’altro. Obiettivi condivisi e ribaditi anche dal nuovo Ministro per le Pari Opportunità, Elena Bonetti, nel suo discorso d’apertura.

Pariteticamente, la sfida è duplice: non basta sfruttare la tecnologia per sfondare il tetto di cristallo ma occorre anche utilizzarla per trovare nuove soluzioni a supporto di questa rivoluzione.