Imparare come Millennials

A cinque anni esatti dal tragico evento che colpì il cuore dei suoi edifici Città della Scienza è più viva che mai attraverso mostre, esperienze formative e laboratori di attività tra cui di Avio Aero.

aprile 2018

È molto probabile che nella vita di genitori, zii o nonni si possa vivere un momento di imbarazzo didattico, ovvero trovarsi a subire un’inaspettata lezione teorica impartita da bambini o ragazzi.  È così che ci siamo sentiti, incontrando due vivaci bambini classe 2010, Davide e Isotta, che interrogati su cosa facessero con in mano due contenitori pieni d’acqua collegati da un tubo, ci hanno risposto disinvolti: “In questi due recipienti l’acqua è mantenuta allo stesso livello a causa della pressione dell’aria”. Davide ha rincarato poi la dose dicendo: “è fisica, no?”. Isotta ci ha confessato di stare valutando una carriera da tecnica di laboratorio, le piacciono tutti quegli arnesi e le provette di varie dimensioni e forma.

Questo accade quasi quotidianamente a Città della Scienza: “fare una giornata qui è stimolante per i nostri piccoli studenti, passano dalla chimica, all’astronomia, alla biologia, alla fisica mettendo in pratica e sperimentando l’apprendimento teorico” ci racconta la maestra di questa scolaresca di Frosinone. 

Dopo l’avvio delle proprie attività nel 1987 con Futuro Remoto, una delle più importanti manifestazioni di promozione scientifica a carattere europeo, la Fondazione IDIS realizzò Città della Scienza, un polo della cultura e dell’innovazione che sorge a Bagnoli, la baia che si stende alle spalle della collina di Posillipo a Napoli e che dista poco più di 20 Km dallo stabilimento Avio Aero di Pomigliano d’Arco.

Sin dalla sua apertura è un centro di promozione e diffusione della cultura scientifica e dell’innovazione tecnologica, ma non solo: è diventato anche uno dei maggiori centri scientifici europei, dedicato agli studenti dalle scuole elementari fino alle superiori e all’ università. Oggi, in seguito all’ampliamento post incendio, vanta importanti spazi espositivi aperti al pubblico: Corporea, un museo interattivo che analizza il corpo umano, è l’esempio di questa avanguardia, ma non meno interessanti sono il Planetario e il nuovo FabLab. Ospita, inoltre, un incubatore d’imprese e un centro di formazione.

“Facciamo parte del network di collaborazione scientifico-tecnologica internazionale, Ecsite, che ci dà l’opportunità di essere conosciuti insieme a oltre 400 realtà museali ed espositive di questo genere a livello mondiale” racconta Valeria Grasso, che si occupa di Sponsoring e Fundraising per Città della Scienza. “Ci siamo lasciati alle spalle il trauma vissuto lo scorso 4 marzo 2013, abbiamo subito ripreso con forza a perseguire la nostra missione: coinvolgere giovani e giovanissimi in un percorso educativo e di crescita basato su conoscenza, innovazione scientifica e tecnologica. Abbiamo potuto farlo grazie a sostegno e solidarietà di privati e grandi aziende, tra cui Avio Aero.” Il business italiano di GE Aviation infatti cinque anni fa non ha aspettato un minuto per aiutare questa virtuosa realtà che aveva bisogno di risollevarsi dal terribile incendio che distrusse grandissima parte del suo Science Centre affacciato sul tratto di mare tra l’isolotto di Nisida e Capo Miseno. Per questa ragione, Città della Scienza ha intitolato una delle aule del suo centro di formazione per ragazzi ad Avio Aero e alle altre grandi aziende che hanno supportato la ricostruzione.

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Corporea, l’innovativo e interattivo museo del corpo umano, è il simbolo della reazione di Città della Scienza: un edificio dal design avveniristico collegato da un ponte ad altre aree espositive. Al suo interno si può esplorare e comprendere ogni parte del corpo umano attraverso un percorso guidato e letteralmente interattivo. Si cammina tra schermi tattili e postazioni in cui si esercitano muscoli e articolazioni scoprendo cosa accade nel nostro organismo, in ogni apparato corporeo. Poi c’è il Planetario, il più grande d’Italia: uno spettacolare filmato in 3D proiettato sull’emisfero celeste allestito dentro una sala da 113 posti fa immergere completamente lo spettatore nelle galassie. E ancora, la mostra sul mare, la mostra sugli insetti, gli eventi didattici, e infine il FabLab, un’iniziazione all’industria del futuro per aspiranti tecnici, meccanici o ingegneri.

“Il FabLab è di certo l’esperienza che avvicina maggiormente al mondo industriale, ci sono anche dei robot destinati alle fabbriche” spiega Guglielmo Maglio, Responsabile Gestione Aree Espositive. “Qui, in particolare, usiamo una metodologia chiamata hands-on: i ragazzi infatti possono verificare le proprie azioni, imparare dagli errori ad esempio utilizzando le stampanti 3D, tramite le quali approcciano e si immedesimano nel processo produttivo fin dalla progettazione. Disegnano un oggetto e lo possono vedere realizzato poco dopo, analizzandone funzionalità e difettosità.” Tutte tecnologie familiari per Avio Aero e per GE: le capacità di rapid prototyping e additive manufacturing qui già si scoprono in tenera età, mentre i ragazzi un po’ più grandi entrano in contatto attivo e anticipato con le ultime tecnologie.

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È questa la peculiarità del modello formativo misto a intrattenimento di Città della Scienza, lo conferma anche la Responsabile dell’Innovazione Didattica, Flora Di Martino: “facciamo si che si mettano in pratica gli insegnamenti tramite dimostrazione empirica e grazie ad attività molto semplici per un bambino. In questo caso, nella sala Avio Aero, Davide e Isotta, insieme ad altri 20 compagni stanno imparando le regole di galleggiamento, pressione idrostatica e vasi comunicanti”. I dati statistici che riporta Flora sono davvero impressionanti. Solo nella sala Avio Aero, negli ultimi quattro anni, si sono svolte attività didattiche che hanno coinvolto circa settantamila studenti con laboratori afferenti alle materie cosiddette STEM: per lo più fisica, matematica e chimica. “Quest’anno abbiamo sin da ora più di mille prenotazioni da parte delle scuole e circa 250 attività in programma per quest’aula”, ribadisce Di Martino. 

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Città della Scienza è un luogo elettrizzante (per rimanere in tema), sia per la varietà di attrazioni sia per la peculiarità delle esperienze. Musei, esibizioni e mostre non lasciano che il visitatore resti passivo, quasi tutto è interattivo e intrigante per qualsiasi età. Ci sono dunque tutti i presupposti perché il futuro Science Centre, sia veramente un’eccellenza europea.

Image Credits: Fondazione IDIS - Città della Scienza