Donne volanti

Donatella Ricci astrofisica e pilota racconta una vita sulle nuvole, e il suo personale record in volo che l’ha consacrata tra le donne dell’aviazione e avviata ad un’illustre carriera nel settore.

gennaio 2020

Il percorso scolastico delle tre sorelle Ricci era definito: avrebbero fatto tutte il liceo classico, così aveva deciso papà Gianfranco. Ma non aveva fatto i conti con la determinazione di Donatella, nella quale una nascente passione per la scienza, indicava un’altra strada. Complice forse quel telescopio che si era fatta regalare e che poco a poco l’avrebbe avvicinata a quello che sarebbe diventato il suo secondo habitat, il cielo. Come spesso accade, sono i figli a spuntarla sui genitori e per Donatella si sono aperte le porte del liceo scientifico, poi una laurea “importante” in Astrofisica, un dottorato e un’esperienza alla NASA.

Gli anni della gioventù sono anche quelli in cui Donatella scopre la bellezza del volo. È il caso che mette sulla sua strada di un corso di arbitro per gare in mongolfiera a cui si iscrive quasi per gioco. Rimane così affascinata da quel modo di volare in libertà da iniziare a praticare con costanza, attraversando l’Italia per allenamenti tra le vette delle Alpi italiane.

"L’essere trasportati dai venti dà un’incredibile sensazione" ripete spesso. "La mongolfiera è una specialità di volo in cui le donne pilota sono davvero poche ed è stato per me un orgoglio contribuire alla diffusione della disciplina". Donatella Ricci infatti, è stata la prima Presidente donna della Federazione Italiana Mongolfiere e promotrice di eventi e celebrazioni aeronautiche, in particolare di FlyDonna (il raduno aeronautico per le donne appassionate del volo) che ha visto tra le protagoniste della prima ora una giovanissima Samantha Cristoforetti (astronauta, aviatrice e ingegnere italiana, prima donna italiana negli equipaggi dell'Agenzia Spaziale Europea).

“Far emergere il senso di comunità è l’obiettivo della manifestazione” racconta Donatella, “le donne con le ali sono tante, sempre di più, e avere un momento di aggregazione è servito allora a far crescere il comparto, mentre oggi è l’occasione di confronto per tante di noi che hanno a che fare con l’aeronautica per professione o passione”.

Un’altra grande passione di Donatella sono i velivoli ultraleggeri, in particolare l’autogiro utilizzato per il volo in solitaria con il quale ha ottenuto il record mondiale di quota raggiungendo i 27.556 piedi nel 2015. “L’autogiro ha un rotore simile a quello dell’elicottero che assicura la portanza, e un’elica posteriore che fornisce l’energia motrice e il dislocamento. Solo l’elica posteriore è collegata al motore: il rotore gira per effetto del vento, un po’ come fanno le girandole” spiega Donatella. “Samantha (Cristoforetti, ndr.) lo ha definito il frullino ma questo vezzeggiativo non deve ingannare è un velivolo solido ed estremamente sicuro, progettato per non stallare mai”.

Donatella Ricci at the Volandia museum with her gyrocopter

"la capacità di rimanere lucidi in situazioni di disagio e una mentalità analitica che ragiona per check-list sono abilità fondamentali alla cloche, così come in ufficio"

L’energia come pilota di aerei ed elicotteri Donatella la porta anche sul campo pratica dove, in qualità di istruttore, accompagna i suoi allievi – tra cui tante donne - alla scoperta dell’ebbrezza del volo.

Sul fronte professionale, Donatella ha scelto di lavorare nel management di uno dei più importanti programmi elicotteristici (ovvero l’NH90) per Leonardo, la grande industria aeronautica dove ha portato curiosità, approccio scientifico e alcune caratteristiche dell’essere pilota, come: “la capacità di rimanere lucidi in situazioni di disagio e una mentalità analitica che ragiona per check-list sono abilità fondamentali alla cloche, così come alla scrivania”.

cover photo is courtesy of Gyrodona.com

AUTHOR

Paola Andreozzi & Stefano Rostagno