Reggae nell'officina Repair

Famoso musicista nei BoomDaBash, con brani che parlano di diversità e inclusione, e anche professionista nell’aviazione, la storia di Angelo è decisamente unica.

maggio 2018

I lettori più affezionati di about forse ricorderanno quando nel 2013, per la prima volta, parlammo di talenti musicali nel mondo aziendale. Tra gli artisti sparsi nei vari stabilimenti, ci imbattemmo in Angelo Cisternino. Nella sua vita “normale”, Angelo è Lead Material Planning per il centro Repair di Avio Aero Brindisi, ma quasi dallo stesso anno in cui ha iniziato il suo percorso professionale in azienda, è anche produttore esecutivo e membro fondatore dei BoomDaBash. Uno dei primi e più rinomati gruppi reggae d’Italia.

I BoomDaBash esistono dal 2002, hanno all’attivo 4 album e 20 singoli. La passione di Angelo per la musica, e il talento di DJ e compositore, però nasce ben prima. Da ragazzino, stregato dall’aura di popolarità che accompagnava la figura del DJ, si tuffò con successo nella produzione musicale grazie ai primissimi strumenti digitali disponibili negli anni 80-90 (mixer, campionatori e sintetizzatori).

Proprio questa fase della sua vita segna l’eccezionalità di Angelo: contemporaneamente (a tempo) col beat che suona dalla sua consolle, infatti, il suo cuore batte anche parecchio per l’aeronautica. Fin da piccolo il padre lo portava ad ammirare gli aerei dell’aeroporto militare di Brindisi. Caccia come l’F104, che adesso campeggia all’ingresso dell’azienda in cui lavora e in cui è approdato nel 2001, dopo aver conseguito il diploma di Perito Meccanico e concluso il servizio militare (in aeronautica, ovviamente).

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Ho iniziato come operaio, facevo i turni, e poi sono cresciuto come responsabilità e ruolo fino a occupare la mia posizione attuale nel centro Repair”, certo: perché Angelo è immensamente fiero della sua appartenenza al mondo dell’industria, quella aeronautica in particolare. E avere l’opportunità di rincontrarlo oggi, nel momento in cui il suo gruppo sta uscendo con un nuovissimo album ci ha permesso di guardare al lavoro in fabbrica da una prospettiva davvero speciale. Prima di tutto, perché questa volta Angelo ci ha portato nella sua cittadina d’origine, Mesagne (conosciutissima in Puglia, e certamente dai turisti più esperti), e poi perché ci ha fatto conoscere il suo “clan”, offrendoci in questo modo piacevoli spunti di riflessione su teamwork, dedizione, programmazione del lavoro e senso di appartenenza. Valori assolutamente necessari per una storia di successo, “senza il Salento, o meglio lontano da questi posti, io non so stare, non sono lo stesso e neanche il resto dei Boom Da Bash lo è” dice con il più affabile dei sorrisi, che fa di lui un collega non solo evidentemente celebre in azienda (e presente sotto forma di poster nelle camerette dei figli dei suoi colleghi), ma soprattutto professionalmente molto apprezzato.

Incontrando quello che, con estrema ammirazione, abbiamo chiamato il suo “clan” ti accorgi di questo: i Boom Da Bash sul palco sono 4, ma dietro di loro c’è una vera famiglia che in comune, oltre alla ovvia competenza e passione musicale, ha radici, cultura e unione vera. Il tour manager, il logistic planner, il segretario generale e il tecnico del suono, così come il gruppo, provengono tutti dalla stessa terra, sono cresciuti insieme: “questo è quello che ci permette di stare innanzitutto con i piedi per terra (servirà, considerando che a pochi giorni dall’uscita il singolo “ Non ti dico no” è al vertice di diverse classifiche e presenta già numeri da tormentone estivo ndr.),  e poi anche di essere uniti verso un obiettivo, di lavorare l’uno per l’altro secondo le rispettive capacità e competenze…questo è un ambiente spietato per certi versi, lo spettacolo può indurre in scelte e comportamenti molto sbagliati” continua Angelo. Grazie a queste capacità, i BoomDaBash godono di una riconosciuta professionalità presso le major discografiche, le radio o gli uffici stampa con cui collaborano. Professionalità che secondo il cantante, Biggie, è dovuta anche all’impostazione seria, autorevole, del lavoro che Angelo porta con sé dal mondo aziendale a quello artistico. “Alle volte noi sembriamo operai scalmanati, quindi ci aiuta la sua abilità di pianificazione e gestione delle scadenze ad esempio…  anche fare musica include dei doveri, è un lavoro serio” dice Biggie.

Per questo, abbiamo subito colto questa speciale occasione e visto ancora più da vicino come un Material & Logistic planner della Supply Chain aeronautica opera in un settore totalmente diverso…artistico! Partiamo dal principio Angelo, come sono nati i BoomDaBash?

“In un casolare nella campagna salentina! Da ragazzino ero molto appassionato di musica insieme ad alcuni amici che condividevano la mia stessa passione abbiamo cominciato a comporre musica su basi da me create al pc e a scrivere i primi testi. La gente che ci ascoltava iniziava ad apprezzarci, e noi a prenderci gusto… così sono nati i Boomdabash.”

Arriviamo ad oggi, come nasce l’ultima collaborazione con Loredana Bertè, e quali altre illustri collaborazioni presenta il nuovo album?

“Da tempo avevamo il desiderio di collaborare con Loredana e in pochi sanno che il reggae in Italia è stato importato proprio da lei con il ‘La Luna Bussò’, nel 1979. Addirittura due anni prima che arrivasse la discografia di Bob Marley in Italia. Per noi è un’icona della musica italiana ed è una Rockstar anche nella vita quotidiana. Abbiamo lavorato per mesi alla stesura del brano e collaborato con grandi autori della musica Italiana come Cheope, figlio del grande Mogol, e autore della maggior parte delle hit degli ultimi 10 anni... Nel disco ci saranno altri brani di respiro internazionale, ospiteremo il jamaicano Alborosie e l’americano Sergio Sylvestre, entrambi grandi amici e grandi artisti.”

Le protagoniste del video di “Questa sera non ti dico no” sono delle ragazze che in una serata spensierata vivono il loro amore senza temere i pregiudizi e il singolo " Barracuda" è stato definito un inno alla lotta contro il bullismo: credi nel potete della musica per facilitare l’inclusione?

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“Abbiamo la consapevolezza di avere tra le mani un fortissimo strumento di comunicazione che è il microfono, ma bisogna utilizzarlo con rispetto e cognizione di causa. La nostra missione è lanciare sempre dei messaggi positivi al pubblico, mai inneggiando all’odio. Ma stando sempre dalla parte dell’amore, del rispetto: verso tutti e verso tutto, spesso rimaniamo allibiti e delusi da come, ancora oggi, alcuni temi vengano trattati con superficialità o considerati tabù. Le nostre canzoni rispecchiano il nostro modo di vivere e vedere la vita, sta al pubblico percepirne il messaggio, condividendolo o meno ma sempre con grande rispetto.”

Di quali altri temi parlano le vostre canzoni?

“Tema ricorrente nei nostri brani sicuramente è l’amore, l’amore inteso come sentimento tra persone ma anche l’amore che ci lega profondamente al nostro territorio. La Puglia è una delle regioni più bella d’Italia, ma ha i suoi problemi, spesso legati a una politica poco attenta e a un livello di sicurezza non proprio alto e con grandi problematiche ambientali e occupazionali da risolvere. Sono temi che viviamo quotidianamente e che inevitabilmente raccontiamo nelle nostre canzoni, lo spirito non è mai di protesta o ribellione ma di speranza.” 

Qual è la vostra (inteso proprio vostra!) canzone preferita e perché?

“Non abbiamo una canzone preferita, ti direi tutte! Ogni nostro brano è frutto di tanto lavoro, di momenti passati insieme, di risate, di litigate e di obiettivi comuni. La musica deve trasmettere emozioni e deve per prima cosa emozionare noi stessi. Solo così ci sentiamo appagati e felici delle cose che facciamo.”

Quali analogie o differenze trovi nel lavoro di team all’interno dell’azienda e in quello con i Boomdabash?

“Mi tolgo il vestito da artista e indosso quello da production manager, e l’unica differenza che noto è solo il prodotto. Mi spiego; puoi fare canzoni o componenti aeronautici, ma la gestione delle cose, le tempistiche, l’attenzione sui costi e la qualità delle cose che si fanno sono molto simili! Nel gruppo come in azienda ho trovato fondamentale l’armonia di lavorare in team. Credere nella forza della propria squadra, condividere gli stessi obiettivi e lavorare insieme per traguardarli. Dietro alla  band ci sono decine di professionisti che lavorano continuamente: tecnici, grafici, registi, press office, accompagnatori e tanti altri. Ognuno ha il suo ruolo e insieme si riesce a raggiungere grandi risultati.”

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Un aneddoto simpatico, particolare, che ti è capitato in azienda, legato al tuo ruolo nei Boomdabash?

“Le persone ovviamente mi riconoscono in giro per lo stabilimento a Brindisi, anche perché siamo un gruppo molto seguito in Salento prima di tutto. La prima frase che dicono è: allora è vero che ci lavora uno dei BoomDaBash! Subito dopo si passa alle richieste: facciamoci un selfie per i miei figli; bellissima la vostra ultima canzone, mi regali un cd?! Ma perché non fate un concerto nello stabilimento? Ma perché lavori?! Puoi passare da casa mia insieme a J-Ax per il compleanno di mia figlia? E tante Tante altre…”

E infatti, camminare per Mesagne con Angelo – su strade lastricate in pietra che trasudano una storia fondata nel 600 a.C. e circondate da archi e chiese che percorrono le architetture più suggestiva tra quelle conosciute dall’uomo – fornisce la conferma assoluta delle sue parole. Proprio come accade in azienda a Brindisi: sembra di stare al fianco di una celebrity stupendamente umanizzata, il ragazzino di 13 anni lo saluta a bocca aperta, il ventenne lo abbraccia come un vecchio amico, e il signore ultrasessantenne gli stringe forte la mano, magari aggiungendo qualche stramba richiesta. Tutti conoscono Angelo e il suo “team artistico”, e lui ricambia con invidiabile pazienza e con la succitata affabilità, rendendoti lieto di essergli amico, o collega. E infine strabilia la sua risposta a quella domanda, che chiunque, conoscendo, o leggendo la sua storia per la prima volta, gli rivolgerebbe: “ma chi te lo fa fare… alzarti al mattino tanto presto, andare in fabbrica, lavorare duro, stressarti con clienti, capi e consegne!?”. 

“Che ci posso fare” risponde sornione Angelo, “a me l’industria aeronautica, Avio Aero e il mondo GE mi piacciono troppo, ne ho troppo bisogno…ci sto bene!”