La fortuna premia gli ingegneri

I due ingegneri selezionati all’interno del programma 100 Flights, in occasione dei 100 anni di GE Aviation, e accolti come ospiti al salone internazionale di Le Bourget raccontano i loro giorni da sogno.

luglio 2019

Tempo di ritornare a casa, riacciuffare le redini del lavoro quotidiano e riordinare i pensieri dopo un’esperienza unica, ma anche piuttosto impegnativa, al Paris Air Show. È ciò che hanno fatto i due ingegneri dedicati al design e sviluppo di trasmissioni in Avio Aero, Andrea Piazza e Stefano Mirone: infatti, i due fanno parte dei 100 fortunati dipendenti GE Aviation nel mondo ad essere stati selezionati per celebrare, con un’esperienza molto speciale, i  100 anni della casa madre.  

Giornate esaltanti, frenetiche, ricche di impegni e avvenimenti. Perché il  salone di Le Bourget è il principale appuntamento dell’anno per l’industria aeronautica mondiale. La settimana in cui tutte le principali aziende mondiali presentano nuovi prodotti aeronautici militari e civili, annunciano importanti contratti e fanno mostra delle ultime tecnologie. “È stata la mia prima visita ad un Air Show e l’organizzazione è stata perfetta. Non immaginavo neppure misura e modo in cui GE Aviation partecipasse e ora mi è chiaro come il salone sia effettivamente importante non solo per l’esibizione di nuovi prodotti e tecnologie, ma anche come punto di incontro di tutte le aziende del settore con i propri rappresentanti per qualche giorno tutti nel medesimo luogo” racconta Andrea. 

Andrea on the left and Stefano on the right are pointing at Avio Aero gearbox mounted on the huge GE9X

Per entrambi gli ingegneri, l’opportunità di partecipare al Salone di Parigi è stato un evento di grande arricchimento. Stefano descrive la sua esperienza con tre semplici aggettivi: strategica, determinante e memorabile. Per lui da un lato è stata l’occasione di potersi godere, in veste di spettatore, ciò che progetta, ma dall’altro ha significato anche uscire dalla routine delle normali giornate lavorative e sentirsi parte di qualcosa di più grande. “Si comprende come il frutto del nostro lavoro giornaliero rappresenti il prodotto che alla fine i nostri manager vendono al cliente quale bene più innovativo sul mercato”, racconta il giovane ingegnere. “Per questo, l’innovazione è la missione su cui ogni giorno si lavora duramente”. 

Anche per Andrea, la partecipazione al salone è stata ulteriormente significativa per poter apprezzare l’azienda nella sua completezza: quella che permette di realizzare il prodotto con la giusta qualità a costi competitivi, di difenderne la proprietà intellettuale, di promuoverne lo sviluppo, di venderlo e manutenerlo nella modalità corretta. “Anche il migliore sistema ingegneristico, per quanto meritevole, non potrebbe avere alcun successo senza la perfetta adesione a questi obiettivi” afferma Andrea. 

Le opportunità di confronto con le ultime innovazioni e i maggiori player del settore sono state tra i momenti chiave dell’esperienza offerta da GE Aviation. “L’alto grado di innovazione dei prodotti presentati allo show mi ha fatto capire come la tecnologia in questo settore vada ad un ritmo elevatissimo, ben più di quanto pensassi” aggiunge Stefano. “Tramite questi eventi ho riflettuto sulla sfrenata competizione all’interno del nostro settore, che fa sì che l’innovazione sia condivisa tra i vari leader, i quali infatti procedono a velocità altissime ma ancora confrontabili. Per rimanere al passo con questi ritmi e affermarsi sul mercato come leader, ho capito che è necessario un costante aggiornamento sugli sviluppi delle nuove tecnologie e che serve interazione tra le varie funzioni aziendali. Un allineamento continuo sugli obiettivi all’interno dell’azienda è un elemento di inestimabile valore”. 

Andrea and Stefano at Leonardo display posing with the pilot team of Italian Fire Rescue Department

 

Il programma dei due ingegneri vincitori spaziava dalle visite presso i più importanti costruttori di aerei ed elicotteri, agli incontri con professionisti: per esempio, quello con i piloti presenti nell’area espositiva di  Leonardo (in questo caso provenienti dal corpo dei Vigili del Fuoco) che hanno condiviso con i due ospiti le loro incredibili tecniche di manovra. Ma c’è stato anche modo di vedere da vicino nuovissime tecnologie come quelle di  Textron e provare l’emozionante esperienza della realtà virtuale volando con velivoli come l’Eurofighter Typhoon, l’Airbus A400M e il  RACER.  

Tra le esaltanti novità visitate, l’unveiling del motore GE9X è stato senza dubbio uno dei momenti più emozionanti. “Nonostante non abbia lavorato al programma, ne ho sentito ovviamente parlare sin dai primi giorni e vedere un gran numero di spettatori attendere con entusiasmo che venisse esibito pubblicamente per la prima volta e mi ha fatto capire quanto il duro lavoro degli ingegneri sia stato veramente ripagato” afferma Stefano.  

Stefano posing in front of the A400M aircraft

"L’alto grado di innovazione dei prodotti presentati allo show mi ha fatto capire come la tecnologia in questo settore vada ad un ritmo elevatissimo, ben più di quanto pensassi” 

E anche in occasione di un evento pubblico internazionale di tale portata, per i due ospiti è stato possibile apprezzare una cultura aziendale moderna, aperta e proattiva come quella che contraddistingue GE Aviation e Avio Aero. Infatti, proprio in quest’ottica, Andrea dice quanto abbia apprezzato le parole del CEO David Joyce: “durante il discorso di presentazione del GE9X, pur non nascondendo il grande orgoglio per il risultato ottenuto, è stato in grado di parlare in maniera estremamente trasparente delle complicazioni incontrate e quindi anche di utili strumenti per superarle nei momenti difficili”. 

Lavorare nell’aviazione, e in particolare all’innovazione, significa anche saper guardare al futuro. Per questo spesso è auspicabile usare un po’ d’immaginazione e pensare, ad esempio, come saranno gli ingegneri di domani e cosa vedranno all’air show del 2119. Secondo Stefano, l’ingegnere che verrà premiato da GE per celebrare il nostro anniversario dei 200 anni, vedrà sicuramente un settore in piena rivoluzione: “già ora i player mondiali stanno lottando per introdurre nuove tecnologie come l’hybrid electric, i droni o la virtual reality. Con grande probabilità non solo lo show verrà stravolto da sempre nuove tecnologie ma anche il lavoro dell’ingegnere potrebbe subire profondi cambiamenti di funzione poiché i componenti coinvolti nella progettazione saranno potenzialmente molto diversi, ma mi auguro che, ancora una volta, possa essere un altro giovane ingegnere ad avere questa eccezionale opportunità, affinché cominci la carriera con i giusti stimoli e sia instradato alla passione per questo settore unico”. 

Andrea experiencing the virtual and augmented reality at Airbus exhibit

"Ora mi è chiaro quanto il salone sia importante non solo per l’esibizione di nuovi prodotti e tecnologie, ma anche come punto di incontro di tutte le aziende del settore con i propri rappresentanti” 

Andrea, invece, ripensa alle conversazioni con i grandi player dell’aeronautica, e a come è rimasto particolarmente colpito da un discorso di un alto dirigente di Textron relativo alle esigenze del velivolista. “Nuovi prodotti sono benvenuti ma hanno senso solo se offrono davvero molto di più rispetto a quelli già in commercio” dice Andrea, riportando la voce del cliente. “Sembra un discorso banale, ma la schiettezza con cui si è parlato è stata esemplare per capire che ogni nuovo prodotto dev’essere davvero qualcosa di molto più interessante e pioneristico dei precedenti in termini di potenza, costo, TBO (time between overhauls) e molto altro”. 

Stefano and Andrea at Textron display area visit

Raggiunti gli oltre cento anni di vita (come anche nel  caso di Avio Aero), la nostra storia ed eredità è ciò che probabilmente più rappresenta la nostra forza ed è il patrimonio che ci distingue. Lo hanno sottolineato i due ingegneri: “la differenza tra GE Aviation e altre aziende centenarie, sta nel fatto che un’azienda deve innanzitutto rimanere la prima nel settore, così da poter festeggiare al meglio gli anni che passano senza il bisogno di voltarsi indietro a cercare la grandezza di un tempo”. 

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Domitilla Fracassi