Industrial Graffiti

Lo stile street-art per rinnovare e vivacizzare il look delle fabbriche, applicato da artisti che lavorano ogni giorno proprio in officina, a Pomigliano per esempio.

giugno 2018

L’aria di rinnovamento che tira negli stabilimenti Avio Aero non si esaurisce con gli schermi e i nuovi strumenti della trasformazione digitale in corso, ma porta persino novità grafiche e visive… Addio al grigiore quindi!

A Pomigliano, in particolare, il Site Leader Gioacchino Ficano ha lanciato tempo fa alcune iniziative, chiamate di ‘beautification’, e concretizzatesi grazie alla partecipazione creativa dei team in fabbrica che si sono adoperati con l’intento di raccontarsi e reinterpretare in vero stile “underground” le aree di lavoro e la cartellonistica all’interno delle varie officine e degli edifici di produzione. 

“Viviamo metà della nostra giornata in azienda, è lo spazio dove incontriamo clienti, colleghi di altri stabilimenti, rappresentanti delle istituzioni: abbiamo bisogno di aree accoglienti e di una atmosfera vivace e contemporanea. Rendere bella l’officina, così come facciamo con la nostra casa o la nostra stanza, ci pone più a nostro agio, ci permette di lavorare in un ambiente piacevole e quindi di lavorare meglio. Al visitatore esterno, invece, desideriamo trasmettere un effetto di sorpresa mista ad ammirazione, avvalorando un concetto in cui crediamo molto, ovvero l’officina come un ‘selling tool’. Il risultato è totalmente a nostro vantaggio”.  È così che Ficano,  promotore del divertente neologismo anglosassone ‘beautification’, spiega questo “progetto di re-design per creare ambienti di lavoro belli, stimolanti e di tendenza”.

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Il risultato? Murales, pareti interamente colorate, cartelloni raffiguranti motori disegnati in stile pop-art, e persino colleghi riprodotti come dei cartoon sulle pareti che accolgono visitatori e dipendenti nei tre Centri d' Eccellenza. “Abbiamo scelto la street-art” continua Ficano. “È  uno stile che ci rappresenta perché è un’arte di strada, irriverente e per noi è stato il frutto spontaneo della creatività delle persone che vivono la fabbrica; ma anche perché rappresenta perfettamente lo spirito del fermento culturale che si respira a Napoli. Non dimentichiamo che è tra le città più amate dagli street artist internazionali, da Diego Miedo a Jorit Agoch, fino a Banksy’’.

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L’idea è quella di una fabbrica curata come uno spazio metropolitano. E, al primo sguardo, l’accostamento risulta davvero convincente. Così, per visitare virtualmente le nuove aree, abbiamo ripercorso le fasi esecutive insieme agli artisti industriali impegnati in prima linea nel progetto. In primis, ogni Centro d’Eccellenza ha definito il proprio colore e poi i disegni dei suddetti artisti hanno dato nuova vita ad un ambiente industriale in precedenza così convenzionale da risultare persino un po’ anonimo.

Giuliano è colui che ha messo su carta, creato, il disegno che poi è finito ad abbellire le linee e le aree di fabbrica sotto forma di cartellone o murales. Giuliano ha 31 anni, è napoletano ed è per questo probabilmente che si autodefinisce “dipendente dalla salsedine”, lavora nell’area del GE9X con la responsabilità di assemblare la turbina più grande al mondo.

Giuliano, raccontaci della tua passione per il disegno.

“Fin dall'infanzia ho sempre sentito la necessità di personalizzare l’ambiente che mi circonda, trasformando le mie emozioni, passioni e sensazioni in colori. Ho sempre sentito l’esigenza di trasmettere il mio mondo interiore all’esterno, sfruttando qualsiasi supporto: carta, muri, abbigliamento, striscioni, tavole da surf, e perfino dispositivi di sicurezza sul luogo di lavoro. Il mio stile spazia tra diverse tecniche di disegno, trovo perfetta l'espressione artistica dei bambini: pura, lontana da logiche mainstream… Ricordo che già da bambino, passeggiando per le strade della città, rimanevo affascinato dai colori dei murales di Felice Pignataro, precursore del genere in Italia. Oggi invece ammiro i disegni urbani di Cyop&Kaf, ricchi di significati e segni da decifrare."

Qual è il rapporto tra arte e industria?

“In un’azienda aeronautica si è soliti pensare che non ci sia spazio per la creatività e la fantasia, ma che si debbano solo seguire standard e regole definite. Prima di metter piede nello stabilimento, ad esser sincero, avevo timore di sentirmi un po' fuori posto. Inizialmente ho mostrato solo la parte razionale di me, tenendo a bada il mio istinto creativo. Pian piano, conoscendo meglio i miei colleghi, mi sono sentito libero di esprimermi e di mostrare la mia creatività anche a loro. È stato bello ricevere parole di apprezzamento e di incoraggiamento sui miei lavori. Portare la creatività all’interno degli shop ha contribuito ad instaurare un clima collaborativo, disteso e piacevole.”

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Raccontaci un po’ dei progetti di ‘beautification’ a Pomigliano.

“La sfida più importante è stata quella di creare qualcosa che rappresentasse la nostra realtà a 360°, non trascurando nessun elemento. È stato favoloso raccogliere feedback da parte dei miei colleghi a Pomigliano! Girando e conoscendo i colleghi nelle varie aree dello stabilimento ho scoperto che in tanti hanno una spiccata propensione artistica ma alcuni tengono questa parte di se assopita. Nel mio piccolo cerco di scuoterli e incoraggiarli a non porre limiti alla fantasia e alla creatività. Mi ritengo fortunato a lavorare in un’azienda attenta alla valorizzazione di questi aspetti individuali...”

Qual è stata la tua più grande soddisfazione in campo professionale?

“Lavorare sul motore GE9X per me è motivo di vanto. Nel centro di eccellenza CRO (Component, Repair and Overhaul che si occupa di revisione, manutenzione e riparazione dei  componenti, ndr.) confluiscono migliaia di pezzi da tutto il mondo per il montaggio finale della turbina e del Fun Hub, ed essere il fulcro delle operazioni di assemblaggio, toccare con mano tutti i particolari, conoscere colleghi che vengono qui dagli Stati Uniti, Polonia, Francia o Giappone è molto stimolante. Ho la possibilità di conoscere altri mondi, culture, tradizioni restando comodamente nel fabbricato 82 (l’edificio in cui appunto si trova CRO, ndr.)!” 

Non è che adesso, quasi quasi, potresti anche considerare la carriera artistica invece di quella tecnica nell’aeronautica?!

"Per adesso questo pensiero non mi sfiora! Il programma GE9X è troppo sfidante e coinvolgente e mi prende  anima e corpo. Non strozzerò mai però la mia vena artistica... viaggerà sempre parallelamente alla mia vita professionale e qualche volta, come in questo caso, si intreccerà con essa."

Secondo te che cosa potranno trasmettere questi disegni e illustrazioni ai visitatori, nuovi assunti o chi da sempre lavora a Pomigliano?

"Le illustrazioni che vediamo in mensa, nelle officine e agli ingressi dei fabbricati rappresentano la nostra realtà perché abbiamo inserito elementi a noi cari come turbine, combustori, palette e attrezzi di montaggio. Osservare questi elementi rielaborati in chiave artistica penso che stimoli la creatività dei visitatori e dei colleghi. Vivere in un ambiente circondato da colori è la mia fonte di energia e positività, credo sia lo stesso anche per i miei colleghi… pecchè Napul'è mille culure!" 

Un aspetto sorprendente o passione che i colleghi, o le persone che ti conoscono, magari non sanno di te?

"Quasi tutti, eccetto i miei amici, non sanno che mi diverto a stonare al karaoke! Le due canzoni che ho maltrattato di più sono ‘’E mò e mò’’ di Peppino Di Capri e  'O gigante da muntagna’’ di Sergio Bruni. Da quest’anno, inoltre, sto creando un'associazione  per la tutela e salvaguardia del nostro mare insieme ad alcuni amici. Il mare di Napoli ha un golfo unico al mondo e la nostra missione sarà quello di custodire questo prezioso dono che la natura ci ha dato e renderlo fruibile alle prossime generazioni... speriamo bene!"

AUTHOR

Valentina D'Agostino